IKEBANA – APPROFONDIMENTO

Ikebana - Studio Arti Floreali
Ikebana - Studio Arti Floreali
Ikebana - Studio Arti Floreali

L’ Ikebana è l’arte giapponese di disporre i fiori secondo i ritmi e le forme della natura. Questa parola significa fiori viventi o far vivere i fiori – da ikeru, vivere o vivo e bana o hana, fiori.

L’arte giapponese di disporre i fiori secondo i ritmi e le forme della natura può vantare una lunghissima  storia ma, nella sua essenziale aderenza alla vita ha saputo trovare in ogni tempo il tono e la dimensione della realtà  contingente, frutto della società  di quel momento, specchio dell’uomo e dei suoi problemi.

Così di volta in volta è stata ieratica costruzione geometrica legata al buddismo esoterico, o ascetica composizione intuitiva, riflesso del pensiero Zen; formalismo calligrafico rispecchiante la rigorosa etica di Confucio o ricerca espressionistica, secondo il gusto e l’intenzione e il ritmo di vita della società  che la generava. 

L’Ikebana Ohara oggi:

tanti modi per esprimere sé stessi

Oggi, più che in passato, l’Ikebana è un arte figurativa in continuo divenire con una estetica che segue i dettami di regole compositive proprie ed esclusive. Nell’Ikebana Ohara convivono senza contraddizione alcuna lo spirito e gli stili legati alla tradizione uniti alla ricerca di forme fortemente innovative proiettate verso il futuro.
Uno degli aspetti che più colpisce chi si avvicina allo studio dell’Ikebana è la infinita varietà delle forme compositive.

Si può spaziare da composizioni molto libere come l’ Hana-isho (l’Ikebana degli anni 2000), dove l’accento viene messo sul cromatismo, sull’accordo di forme e “texture” per realizzare delle composizioni adatte agli spazi abitativi moderni al Moribana (i cui stili risalgono alla fine del 1800), pilastro storico delle forme compositive della scuola che ci consente, seguendo regole consolidate nel tempo, di creare composizioni ricche di fascino e suggestione.

Abbiamo i Paesaggi, Tradizionali e Realistici, che denotano il profondo sentimento di attenzione e di amore verso la Natura che permea tutta l’Ikebana Ohara. Nei primi, l’ikebanista può esprimere il ritmo rassicurante del succedersi delle stagioni attraverso il riferimento ai modelli precostituiti che caratterizzano i Paesaggi Tradizionali. Nel Paesaggio Realistico invece ognuno trasferisce liberamente la sua percezione della natura filtrata attraverso la propria esperienza e sensibilità . Il legame con la tradizione appare altresì evidente osservando le composizioni Heika in vaso alto, dove l’eleganza delle linee diventa elemento predominante.

L’innovazione emerge invece con particolare evidenza nell’Hana-mai (danza dei fiori), creato dal IV Headmaster Natsuki Ohara dove, utilizzando solamente due o tre elementi si racconta dell’incontro tra fiori diversi.

Soltanto dopo molti anni di studio ci si potrà  avvicinare allo studio del Rimpa e del Bunjin, composizioni che richiedono una conoscenza approfondita della storia dell’arte e delle letterature cinese e giapponese.

Il Rimpa, che si ispira alle composizioni pittoriche della omonima scuola di pittura del periodo Edo, è una forma di ikebana nella quale si cerca di ricreare gli effetti altamente decorativi tipici di queste opere d’arte.

Simbolismo ed espressione poetica li troviamo nel Bunjin, basato sulla interpretazione giapponese della letteratura e della pittura cinese espressione del movimento dei “Literati”.

Altre forme espressive le troviamo nella Sculptural form: la creatività  senza limiti. Qui vi è la possibilità  di esprimere e di realizzare una propria idea senza alcuna limitazione. Ogni materiale e ogni tecnica potranno essere usate per raggiungere il risultato voluto.

Concludendo possiamo dunque dire che colui il quale si avvicina all’ikebana, intraprende un percorso, un cammino che gli consentirà  attraverso lo studio e la pratica di questa antica arte orientale di esprimere in modo del tutto nuovo sé stesso.

La storia della Scuola Ohara

Il fondatore della Scuola Ohara e Caposcuola (Iemoto in giapponese) è UNSHIN OHARA ( 1861 -1916) che crea quello che diventerà  la trade-mark della scuola,  il MORIBANA, letteralmente fiori ammassati. In questa nuova forma compositiva vengono usati vasi bassi e larghi e i fiori sono inseriti in supporti di metallo e/o piombo che consentono loro di rimanere al posto voluto dall’artista o dalla regola compositiva. Già  con Unshin si evidenziano due diversi approcci all’ikebana: quello che privilegia l’aspetto “natura” e quello che si focalizza invece sul “colore”. 

Nel 1907 si tiene la prima mostra pubblica di ikebana MORIBANA, ma si considera l’anno 1912 come data ufficiale della fondazione della Scuola. Alla morte di UNSHIN nel 1916 gli succede, come caposcuola, suo figlio KOUN (1880 – 1938 )
KOUN, il II caposcuola è il grande divulgatore. Organizza mostre nei department stores, tiene corsi di ikebana per radio, inventa le dimostrazioni pubbliche. 
In queste ultime adotta una tecnica completamente nuova che sarà  poi ripresa da tutte le scuole di ikebana: quella di lavorare al contrario, in modo che la gente possa seguire senza problemi la realizzazione della composizione.

Dall’ikebana-natura proposto dal padre Unshin, KOUN sviluppa il Paesaggio in cui si cerca di rappresentare uno scenario naturale facendo grande uso di falsa prospettiva.

Nel 1938, alla morte del grande KOUN, gli succede il figlio HOUN, III caposcuola il quale però inizia la sua attività  creativa solo alla fine della II guerra mondiale.  Infatti è solo nel novembre del 1945 che espone degli ikebana nelle vetrine del grande department-store Daimaru. In queste composizioni che vogliono essere portatrici di un messaggio di speranza, egli utilizza solamente materiali trovati per le strade di Kobe e le piccole piante che sono riuscite a crescere in mezzo alla città  devastata.

Nel 1946 con la mostra Sangeiten dà  vita, insieme ad altri importanti ikebanisti, a quello che sarà  l’ikebana d’avanguardia.  Tutte le mostre e le dimostrazioni tenute da Houn, in Giappone e all’estero, sono caratterizzate da una sempre rinnovata creatività. A lui si deve anche la diffusione dell’ikebana Ohara al di fuori dei confini giapponesi.

Nel 1972 NATSUKI (1949-1992) viene designato come futuro IV Iemoto. Molte sono le mostre alle quali partecipa lavorando insieme al padre Houn. Oltre ad interessarsi in maniera molto approfondita di arte moderna, crea delle nuove forme compositive come l’Hana-mai (danza dei fiori) e l’Hana-isho (flower design) nelle quali è evidente un approccio nuovissimo al fiore. Purtroppo Natsuki, essendo di salute cagionevole come il suo bisnonno Unshin, muore prematuramente nel ’92.  Attualmente il V Iemoto è HIROKI, figlio di Natsuki, nato nel 1988.